
Quando sei impegnato nel restauro di un edificio storico vincolato, i serramenti non si progettano da zero, ma si ricostruiscono. Ogni finestra diventa un pezzo unico da incastonare all’interno del design originale e il rischio di dover ricorrere a lavorazioni manuali è sempre dietro l’angolo.
Questa è la sfida che ha affrontato Stuyts nel produrre le nuove finestre in legno per l’ex caserma dei pompieri di Halenstraat, ad Anversa (Belgio), su un centro di lavoro Weinig Vario MC 50. Ti raccontiamo com’è andata in questo articolo.
L’ex caserma dei pompieri di Halenstraat ad Anversa
L’edificio di Halenstraat è opera dell’architetto Emiel Van Averbeke. La sua costruzione, iniziata nel 1911, si è conclusa nel 1913. Fino al 1947, gli spazi sono stati adibiti a caserma dei vigili del fuoco e sono stati riconvertiti successivamente in alloggi sociali. Attualmente, si tratta di un edificio storico tutelato: ogni intervento deve mantenere intatto il suo carattere storico e distintivo.
Ancora oggi, la facciata conserva la sua identità. Sopra i due grandi archi d’ingresso da cui, un tempo, uscivano i mezzi dei pompieri, c’è la scritta in pietra Brandweer ovvero “vigili del fuoco” in neerlandese. I grandi serramenti a tutto sesto in legno che fungono da portone principale al piano terra sono suddivisi in riquadri. Ai piani superiori, le finestre si inseriscono tra le colonnine in pietra che arricchiscono la facciata dell’edificio. La torre presenta una grande vetrata ad arco.
I nuovi serramenti in legno sono stati realizzati da Stuyts, una falegnameria belga attiva dal 1892 con sede a Zoersel, a pochi chilometri da Anversa. L’azienda lavora su due fronti:
- interni su misura, come cucine e librerie;
- serramenti e opere esterne: finestre in legno, portoni d’ingresso, rivestimenti di facciata e cancelli.
Per un’azienda che unisce da oltre un secolo tradizione artigianale e nuove tecnologie, la caserma di Halenstraat era un banco di prova naturale. Bisognava replicare geometrie di inizio Novecento con un processo produttivo moderno.
Perché le finestre curve e inclinate sono difficili da automatizzare?
Un serramento rettangolare segue regole ripetibili. Montanti e traversi si incontrano a 90°, i profili sono dritti e le giunzioni si parametrizzano una volta per tutte. Nelle finestre dell’ex caserma quasi nessuna di queste regole vale.
Nella produzione di questi serramenti ci sono tre tipi di complessità:
- gli archi sono composti da più segmenti uniti da un giunto posizionato lungo la curva. Infatti, un arco di queste dimensioni non si ricava da un unico pezzo di legno;
- traversi e montanti si innestano sull’arco con un angolo diverso in ogni punto di contatto;
- i telai presentano lati inclinati o curvi, che formano riquadri trapezoidali o a spicchio.
Per l’ufficio tecnico questo significa che ogni pezzo ha una geometria propria. La profilatura deve seguire la curva, le giunzioni devono combaciare su angoli non standard e i fori di giunzione devono restare allineati tra elementi curvi e dritti. Un errore su un segmento d’arco spesso si scopre solo al montaggio, quando il telaio non chiude.
Per questo, per automatizzare un lavoro di questo livello non bastano una macchina potente e un buon software. Serve una strategia di programmazione definita prima di generare il primo programma:
- come scomporre l’arco;
- in che ordine lavorare i pezzi;
- come bloccarli sul piano;
- con quali utensili profilare lungo la curva.
Com’è stata programmata la Weinig Vario MC 50?
Stuyts ha prodotto gli elementi su una Weinig Vario MC 50, un centro di lavoro compatto pensato per porte e finestre in legno massello.
Tre sono le caratteristiche di questa macchina CNC che contano in un progetto così delicato:
- tecnologia a 5 assi: l’utensile può inclinarsi rispetto al pezzo, cosa essenziale per profilare lungo un arco e lavorare giunzioni che non sono ad angolo retto;
- molte possibilità per i giunti angolari: è ciò che serve quando traversi e montanti si innestano sull’arco con angoli diversi da un nodo all’altro;
- bloccaggio PowerGrip Motion: combina morse singole e un ponte di serraggio continuo. Con il serraggio nella scanalatura le morse si possono posizionare in 2D e, con l’asse Z aggiuntivo, anche in 3D, così si trovano punti di presa stabili anche per segmenti curvi e pezzi di forma irregolare.
Weinig indica tra le applicazioni della macchina anche gli archi a tutto tondo. Avere la macchina adatta, però, è solo il punto di partenza. Il progetto è andato oltre l’installazione di un software: ha richiesto competenze specialistiche, esperienza e un accompagnamento costante.
Il ruolo di EPW nella strategia di programmazione
Nel quadro del progetto, EPW (Efficient Processing Wood), rappresentante DDX per Belgio e Olanda, ha seguito da vicino il lavoro e ha sviluppato la strategia di programmazione degli elementi più complessi. In pratica, ha fatto da ponte tra due mondi. Da una parte, il sapere artigianale di Stuyts e, dall’altra, la logica della macchina CNC, uno strumento che ha bisogno di geometrie, sequenze e parametri precisi.
Questo è un passaggio che viene spesso sottovalutato. Nei serramenti speciali, se un pezzo esce pronto dalla macchina o va ritoccato a mano dipende soprattutto dalla strategia, non dalla potenza della macchina.
Lavori in Belgio o in Olanda? Il riferimento DDX sul tuo territorio è EPW.
Da PowerWIN al programma macchina
Il software DDX usato nel progetto è PowerWIN, il CAD/CAM specializzato nella progettazione e produzione di porte e finestre.
Le funzionalità di PowerWIN permettono di:
- creare un progetto partendo da un nuovo modello con parametri personalizzati oppure importando un disegno in uno dei formati compatibili, anche per finestre speciali fuori catalogo;
- generare programmi macchina per la gestione degli angoli che, su telai curvi e inclinati, cambiano da un nodo all’altro;
- simulare in anteprima le lavorazioni su un modello 3D del centro di lavoro;
- verificare che non ci siano collisioni tra utensili, organi della macchina e pezzi prima di mandare il programma in produzione;
- generare automaticamente il codice ISO per lavorare uno o più pezzi su macchine a 3, 4 e 5 assi.
Il risultato è che la maestria artigianale richiesta dai serramenti storici è diventata un processo produttivo automatizzato e affidabile. Gli elementi curvi e inclinati escono dalla macchina, vengono assemblati sui cavalletti in officina e dopo la finitura arrivano in cantiere, pronti per essere posati negli archi di Halenstraat.
Stuyts, EPW e PowerWIN dimostrano che artigianato storico, tecnologia CNC e know-how possono lavorare insieme anche su archi e angoli che sembravano destinati al lavoro manuale. Con la strategia giusta, una Weinig Vario MC 50 può produrre in modo automatizzato anche i serramenti di un edificio tutelato del 1913.
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